D.1 Premessa

Il contesto socio-economico ha subito profonde modifiche. Per un gruppo sempre più numeroso di persone in età attiva, in modo particolare per quelle che non hanno più diritto alle indennità LADI, esistono ben poche opportunità di reinserimento rapido e durevole nel mondo del lavoro. Sono quindi necessarie delle misure adeguate, atte a favorire l’integrazione sociale e l’inserimento professionale.

Il principio fondamentale che regola la nostra società presuppone la disponibilità dell’individuo a fornire una prestazione, remunerata o meno, alla collettività. Il lavoro e il sentimento di utilità che deriva dal riconoscimento sociale delle proprie prestazioni, rappresentano oggi le premesse indispensabili all’integrazione sociale. Se questi elementi vengono a mancare sorgono problemi di natura economica, sociale, personale e di salute. Il lavoro sociale tradizionale (con aiuti finanziari e personali individuali) mostra i suoi limiti in presenza di problemi di natura strutturale, come ad esempio la disoccupazione di lungo termine e la mancanza o la carenza di qualifiche professionali adeguate, che sono all’origine della necessità di prestazioni del sostegno sociale.

La garanzia del minimo d’esistenza nello spirito del sostegno sociale implica anche la partecipazione e l’integrazione dell’individuo alla vita sociale, culturale e politica. Un sostegno sociale moderno non può limitarsi essenzialmente agli aspetti finanziari, ma deve orientare il suo intervento in una prospettiva di integrazione.

Di fronte al numero sempre crescente di individui minacciati dal pericolo di esclusione sociale, un sostegno sociale moderno non può limitarsi esclusivamente a coprire i bisogni materiali primari. La collettività ha tutto l’interesse a promuovere l’integrazione sociale e l’inserimento professionale dei beneficiari: non solo per prevenire i rischi di fratture sociali, ma anche per evitare o perlomeno limitare l’aumento dei costi sociali (criminalità, malattie psichiche, dipendenza finanziaria cronica, ecc.) (v. capitolo A.3).