H.7.1 Persone che esercitano un’attività indipendente nel settore agricolo

La politica agricola del 2007 e i cambiamenti strutturali nell’agricoltura che ne derivano mettono in pericolo di sopravvivenza diverse aziende agricole.

Per le famiglie contadine, a condizione che la loro situazione di bisogno sia provata, valgono gli stessi principi di sostegno come per le altre persone che esercitano un’attività indipendente. Per determinare la situazione di bisogno e l’importo delle eventuali prestazioni del sostegno sociale, ci si dovrà basare sui documenti disponibili dell’impresa agricola.

Per avere diritto ad un sostegno parziale, o ad un aiuto transitorio, la persona deve accettare che un ufficio di consulenza per le imprese agricole (p.es. Inforama, Ufficio agricolo di consulenza per le imprese) proceda ad una valutazione entro termini utili. Le consulenze sono talvolta a pagamento e possono essere integrate nel budget a titolo di prestazioni speciali. Inoltre, vanno rispettate le seguenti condizioni:

  • Non può esserci cumulo con aiuti transitori di istituzioni sociali quali fondazioni, opere di aiuto umanitario, ecc.;
  • Le entrate nette dichiarate coprono almeno i costi aziendali;
  • Durante il periodo di sostegno, saranno realizzati solo gli investimenti più urgenti;
  • La durata massima del sostegno non deve superare i 2 o 3 anni.

La valutazione dell’economicità e le prospettive di un’azienda richiedono conoscenze specifiche. Vanno presi in considerazione il tipo d’azienda, il carico ipotecario della casa di abitazione e degli edifici annessi, il valore del bestiame, lo stato e il valore del parco macchine, e altro. Per rispondere a tali questioni, è quindi d’obbligo ricorrere alla consulenza di professionisti o di uffici specializzati. Inoltre, va esaminato se un’attività accessoria, una riconversione dell’azienda, una messa in comune con il vicinato, una gestione del parco macchine in cooperativa, l’affitto a terzi, ecc. permetterebbero eventualmente di assicurare nuovamente l’esistenza a lungo termine. Naturalmente, possono anche essere combinate le diverse misure elencate sopra.

Patrimonio aziendale
Si rinuncia esplicitamente ad intaccare la sostanza, poiché ciò metterebbe in forse le prospettive aziendali a medio e lungo termine e corrisponderebbe quindi ad una perdita effettiva di sostanza.

Calcolo del reddito mensile da attività lucrativa nel settore agricolo

Spiegazioni
Il conto del risultato d’esercizio è ripreso dalla contabilità o calcolato secondo la procedura abituale con i valori medi.

Il reddito agricolo è corretto come segue:

  • Il valore locativo dell’abitazione occupata dal capo dell’azienda è detratto dal reddito agricolo. I costi per l’abitazione (manutenzione, assicurazioni, interessi, ecc.) figurano nella contabilità nella voce «Costi strutturali esterni» e non vanno quindi più integratinel budget COSAS.
  • Tutti gli ammortamenti sono ridotti ad un terzo. Nel caso di un aiuto transitorio, destinato a superare problemi temporanei di liquidità, è ammissibile limitare al minimo gli investimenti in macchine e in edifici. Gli ammortamenti non devono comunque essere inferiori ai rimborsi annuali obbligatori di ipoteche e prestiti, poiché, in caso contrario, rischierebbero di verificarsi difficoltà di pagamento, nonostante il versamento di fondi del sostegno sociale.
  • Il reddito da attività accessoria indipendente, non contabilizzato separatamente, sarà aggiunto al reddito agricolo.
  • Saranno rettificati altri redditi o costi straordinari che falsano la reale situazione finanziaria del richiedente un sostegno.

Conversione in budget COSAS
Questo riassunto ha l’obiettivo di determinare il reddito agricolo delle persone che richiedono un sostegno sociale. I dati provenienti dalla contabilità o da un piano dei conti d’esercizio sono adattati in modo che sia possibile calcolare un budget secondo le norme COSAS.

Il reddito netto da attività agricola è calcolato integralmente nelle entrate del budget COSAS.

Il forfait di mantenimento può essere ridotto in funzione del grado di autoconsumo.

Glossario

Grado di copertura totale
Il grado di copertura totale dell’esercizio aziendale (grado di copertura totale) corrisponde alla totalità dei gradi di copertura realizzati dai singoli settori dell’azienda più gli altri prodotti aziendali (inclusi i pagamenti diretti e l’affitto). Esso rappresenta uno strumento utile per la pianificazione aziendale e fornisce informazioni sul grado di controllo della tecnica di produzione. Dice poco, invece, sulla situazione finanziaria dell’azienda, poiché i costi strutturali possono essere più o meno alti.

Grado comparativo di copertura
Le prestazioni (il prodotto) meno i costi diretti, definiti esattamente per ogni settore aziendale, danno il grado comparativo di copertura. Il grado comparativo di copertura permette una prima valutazione dell’economicità di un settore aziendale rispetto agli anni precedenti nella stessa azienda, o rispetto ad altre aziende durante lo stesso anno. Questa valutazione va però interpretata con cautela, poiché nel grado comparativo di copertura al settore aziendale sono computati solo i costi diretti (calcolo parziale dei costi); non possono ancora essere tirate conclusioni riguardo al reddito.

Prodotto complessivo
Esso corrisponde al prodotto aziendale che risulta dalla contabilità finanziaria, più il valore delle forniture e delle fatturazioni interne. La fatturazione delle forniture interne permette la delimitazione temporale e tipologica, nonché il calcolo dei costi diretti dei diversi settori aziendali.

Costi diretti
I costi diretti possono essere attribuiti facilmente e direttamente ai diversi prodotti, servizi o settori dell’azienda, cioè, ai centri di costo. Essi cambiano in proporzione alla grandezza del settore aziendale. Una volta ricalcolati per unità di produzione, i costi diretti devono essere paragonabili fra diverse aziende.

Esempi di costi diretti nella coltivazione di piante: sementi, concimi, prodotti fitosanitari, imballaggi e asciugatura, costi diretti generali.

Esempi di costi diretti nell’allevamento: acquisto di capi di bestiame, acquisto di foraggi, complementi nutrizionali, altri costi come le assicurazioni per il bestiame, spese veterinarie, spese di monta e di inseminazione artificiale, spese per l’alpeggio.

Costi strutturali esterni
I costi dell’equipaggiamento aziendale di base (terreni, edifici, macchine, forza lavoro) sono raggruppati nei costi strutturali esterni. Questi mostrano dove appaiono i costi (centri di costo), ma non sono facilmente e direttamente attribuibili ai singoli conti di prestazione e cambiano in modo anche non proporzionale alla grandezza dei settori aziendali.
I costi strutturali esterni non comprendono le pretese di rimunerazione del proprio lavoro e del capitale proprio.
Esempi di costi strutturali esterni: lavori eseguiti da terzi, affitto di macchinari, costi degli edifici, costi delle istallazioni fisse, costi per migliorie, costi dei macchinari, delle forze da trazione e dei piccoli materiali, costi dei veicoli, costi aziendali generali, ammortamenti, costi per il personale, costi per locazioni e affitti, interessi su debiti.