F.4 Dovere di mantenimento secondo il diritto di famiglia

L’obbligo di mantenimento reciproco dei parenti in linea diretta ascendente e discendente (figli/genitori/nonni) è regolato dagli art. 328 e 329 CCS. L’obbligo di mantenimento concerne in primo luogo i genitori verso i figli (adulti) e viceversa. A questo diritto o dovere non soggiacciono i nuovi partner dei genitori, i loro figli nati da precedenti unioni, e neppure i parenti acquisiti.

Il diritto alle prestazioni va fatto valere nell’ordine del diritto successorio. Qualora entrassero in considerazione più membri della famiglia, si dovrà ricorrere in primo luogo a quelli di primo grado (genitori, figli). Fra le persone con lo stesso grado di parentela, l’obbligo è proporzionale alla rispettiva condizione finanziaria.

Domande di contributi saranno presentate soltanto a parenti che dispongano di redditi o sostanza al di sopra della media. Ci si baserà sui dati dell’amministrazione fiscale cantonale.

In virtù dell’art. 328 cpv 1 CCS, solo i membri della famiglia che vivono in condizioni agiate sono soggetti all’obbligo di mantenimento. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale sussiste una condizione agiata quando il reddito e la sostanza di una persona le permettono uno standard di vita agiato. La base determinante per questo calcolo è costituita dal reddito imponibile secondo l’imposta federale maggiorato dalla frazione della sostanza convertita in reddito. La verifica della capacità contributiva di membri della famiglia che vivono in economie domestiche private dovrebbe comunque avvenire solo qualora il loro reddito superasse i seguenti valori:

Persone singole Persone sposate Supplemento per ogni minore o figlio in formazione
Fr. 120’000 Fr. 180’000 Fr. 20’000

Dalla sostanza imponibile si potrà dedurre una quota liberamente disponibile e ciò nella seguente misura: per le persone singole fr. 250 000.–; per le persone sposate fr. 500000.–; per ogni figlio fr. 40000.–. La somma rimanente dovrà essere convertita in reddito sulla base dell’aspettativa di vita media (importo annuale) e messa in conto come tale (v. tavola di conversione nella «Guida pratica», capitolo H.4).

Per quanto riguarda il contributo dei parenti, nel limite del possibile è auspicabile negoziare un accordo tra le parti, poiché i possibili rischi di ripercussioni sul beneficiario e sul suo progetto sociale non sono trascurabili.

L’ufficio preposto al sostegno sociale non può decidere ed esigere i contributi dei parenti. In caso di litigio, l’autorità cui spetta l’obbligo e/o gli oneri di assistenza (art. 25 LAS) dovrà procedere per le vie legali e richiedere i contributi per il futuro e quelli retroattivi al massimo per un anno prima dell’avvio dell’azione legale (art. 279 CCS). Per analogia con il calcolo delle pensioni alimentari dovute dai genitori ai figli minorenni o in prima formazione, si procederà ad un attento esame della situazione prima di ogni azione di recupero. Va preso in debita considerazione il sostegno attivo da parte delle persone assoggettate (per esempio le prestazioni di cura diretta).

In virtù dell’art. 329 cpv. 2 CCS, l’obbligo di mantenimento può essere ridotto o soppresso se intervengono circostanze particolari (per esempio crimini gravi contro l’obbligato o una persona ad esso vicina, violazione dei diritti di famiglia verso l’obbligato o un suo congiunto).

Se gli obbligati possiedono beni mobili e/o immobili rilevanti la cui realizzazione immediata, anche parziale, non sia possibile o non possa essere ragionevolmente pretesa, converrà concludere con essi una convenzione speciale (esigibilità degli averi a seguito di alienazione o dopo il decesso dell’obbligato, eventualmente anche con clausola di iscrizione d’ipoteca legale).