F.3.3 Dovere di assistenza da parte dei genitori

I genitori hanno il dovere di mantenere i propri figli, di proteggerli, di educarli e di dar loro una formazione (art. 276 cpv. 1 del CCS).

Nel caso di minori dei cui bisogni la collettività si fa carico, la pretesa del contributo di mantenimento passa, con tutti i relativi diritti connessi, alla collettività stessa (art. 289 cpv. 2 del CCS). Se l’obbligo al mantenimento è fissato dal tribunale o da una convenzione, il contributo dovuto dai genitori è vincolante anche per gli organi del sostegno sociale.

Se l’ufficio del servizio sociale si assume l’onere del mantenimento di un minore collocato presso terzi o in un istituto, o di un figlio maggiorenne che segue ancora la prima formazione (art. 277 cpv. 2 del CCS), l’autorità competente può, in base all’art. 289 cpv. 2 del CCS, pretendere un contributo da parte dei genitori per la durata dell’affidamento o della formazione.

L’affidamento presso terzi o il collocamento in istituto comporta delle spese considerevoli per la famiglia, coinvolgendo forti aspetti psicologici, emotivi e finanziari. Si dovranno perciò vagliare attentamente le circostanze, prima di esigere il contributo finanziario da parte dei genitori.

L’ammontare del contributo alle spese di mantenimento deve essere in rapporto alla situazione ed alle entrate dei genitori (art. 285 del CCS, v. anche «Guida pratica», capitolo H.3). Le prestazioni destinate al mantenimento del minore (alimenti, rendita per orfani, rendite complementari, ecc.) devono essere versate alla collettività che si assume l’incarico della gestione e del mantenimento. In questo modo si evita di porre i genitori in condizioni di disagio.

Per principio, il genitore soggetto all’obbligo di mantenimento è tenuto al versamento anche se esso non è stato fissato tramite convenzione o decisione giudiziaria. Le autorità del sostegno sociale non hanno la competenza di decidere ed esigere l’ammontare del contributo. In assenza di una convenzione o di una sentenza, l’autorità competente dovrà, ai sensi dell’art. 25 LAS, procedere per vie legali e chiedere che venga fissato un contributo per il futuro, come pure per l’anno che precede l’avvio dell’azione legale (art. 279 CCS).