D.2 Principi

Ogni persona bisognosa di sostegno – indipendentemente dal fatto che partecipi o meno alle misure d’integrazione – ha il diritto alla garanzia del minimo esistenziale (cfr. capitolo A). I servizi del sostegno sociale promuovono l’integrazione sociale e professionale delle persone che chiedono un sostegno, tramite incentivi finanziari legati ad una consulenza personalizzata. Il sostegno sociale da solo non può però risolvere tale compito. Lo può fare soltanto in collaborazione con le forze economiche e politiche a livello locale, regionale e cantonale.

Compiti degli organi del sostegno sociale
I servizi del sostegno sociale devono provvedere affinché siano messe in pratica le misure più appropriate, adatte alle condizioni locali e cantonali, che rendano possibile e promuovano l’integrazione sociale e l’inserimento professionale di chi chiede un sostegno.
E’ idonea una misura che sia commisurata all’età, allo stato di salute, alla situazione personale e alle capacità del richiedente e che permetta o promuova la sua integrazione sociale e professionale, impedendo in tal modo la sua esclusione sociale.

Per trattare in modo equo le diverse situazioni di vita delle persone, occorre offrire una vasta gamma di misure. L’inserimento professionale inizia da competenze sociali come l’affidabilità, la puntualità, l’impegno, la disponibilità ad imparare, le capacità relazionali, ecc.

Per una parte non indifferente delle persone che chiedono un sostegno sociale, le misure puramente professionali sono, per motivi di salute o personali, impossibili o perlomeno inadeguate: per loro vanno messe a disposizione misure d’integrazione che offrano la possibilità di strutturare la vita quotidiana e che rafforzino l’autostima dei richiedenti.

Prestazione – controprestazione (principio della reciprocità)
Le misure d’integrazione si basano sull’idea di prestazione e controprestazione, come processo di reciproca utilità. La persona che chiede un sostegno partecipa ad un progetto o ad un programma che va a suo diretto beneficio. Come incentivo, l’impegno del richiedente va premiato finanziariamente (cfr. capitolo C.2). Altri stimoli possono essere, per esempio, l’ottenimento di un alloggio, di un certificato, di possibilità di allacciare nuovi contatti o di partecipare a manifestazioni legate al programma.

Le misure d’integrazione sociale come investimento
Poiché per la società è di vitale interesse che i processi di integrazione e di reinserimento siano coronati di successo, gran parte delle misure d’integrazione sociale sono organizzate e finanziate dalla collettività. A lungo termine, gli investimenti in questo campo sono più che paganti: diminuzione dei costi nell’ambito del sostegno sociale (grazie all’aumento dell’autonomia economica dei beneficiari), garanzia della pace sociale, riduzione delle tensioni inutili e costose (lavoro in nero, criminalità, ghettizzazione, aumento delle malattie psicosomatiche e psichiche e così via).

Esame professionale e accompagnamento
Con le misure d’integrazione sociale si cerca di evitare la minaccia di disintegrazione delle persone e – nel caso ideale – di rovesciarla nel suo contrario. Si tratta di un processo psicosociale complesso. Le misure mirate d’integrazione richiedono quindi sin dall’inizio un esame condotto con professionalità, durante il quale chi richiede un sostegno sia informato e motivato adeguatamente.

Carattere vincolante delle misure
La partecipazione alle misure d’integrazione è precisata in un contratto scritto fra la persona ed i rappresentanti dell’ufficio preposto al sostegno sociale, rispettivamente il responsabile del programma. Tale contratto contiene almeno i seguenti punti:

  • scopo, obiettivo e durata della misura;
  • diritti e doveri reciproci;
  • entità delle prestazioni finanziarie e di altro tipo;
  • conseguenze in caso di non rispetto del contratto.

Sanzioni
Se la persona che richiede un sostegno interrompe una misura stipulata per iscritto senza l’accordo dell’altra parte, o se non la inizia nemmeno, o se rifiuta di parteciparvi in misura ragionevole e utile per lei stessa, essa può incorrere in sanzioni conformemente al capitolo A.8.

La rinuncia al rimborso
Si raccomanda ai legislatori cantonali di rinunciare all’obbligo di rimborso delle prestazioni di sostegno sociale basate sul principio della reciprocità e che implicano un obbligo di controprestazione da parte dei beneficiari, come pure di rinunciare a far valere, presso i membri della famiglia, l’obbligo di mantenimento.

L’incoraggiamento dello sforzo personale
Le misure atte a promuovere l’integrazione sociale e l’inserimento professionale si basano, per principio, sulle attitudini delle persone interessate. Devono tener conto delle loro risorse individuali e non delle loro carenze. Per questo motivo è indispensabile che la pianificazione e la realizzazione delle misure d’integrazione e d’inserimento siano assunte da personale specializzato e qualificato. Solo così sarà possibile garantire un’utilizzazione efficace e mirata dei mezzi a disposizione.