C.1.3 Famiglia

Si deve prestare particolare attenzione alle esigenze della famiglia. Eventuali costi supplementari sono presi a carico dal sostegno sociale.

Assistenza d’integrazione familiare
Ai genitori che svolgono un’attività professionale incombono sovente dei costi per la cura e l’assistenza, a ore o a tempo parziale, dei propri bambini durante gli orari di lavoro. Queste spese sono riconosciute secondo le usanze locali. Durante i periodi delle vacanze scolastiche si deve porre particolare attenzione all’aumento delle esigenze d’assistenza.

Le spese per la cura dei bambini devono essere assunte anche quando i genitori stanno cercando attivamente un posto di lavoro o partecipano a misure di integrazione.

Nell’interesse del bambino ci sono anche altre situazioni che richiedono un’assistenza familiare giustificandone l’assunzione dei costi.

Compatibilità fra lavoro e famiglia
In collaborazione con il beneficiario del sostegno – e perdere di vista il bene del bambino – è da valutare la compatibilità fra attività professionale e obblighi familiari. Anche il rientro (o l’entrata) nel mondo del lavoro dopo una gravidanza e parto è da pianificare quanto prima in considerazione delle condizioni quadro e le risorse individuali. È auspicabile che la ripresa dell’attività lucrativa, e/o la partecipazione a misure d’integrazione, avvenga al più tardi quando il bambino ha compiuto il suo primo anno di vita (cfr cap. A.5.2)*

Promozione e integrazione sociale

Misure di promovimento, un’assistenza familiare temporanea, la partecipazione a un gruppo di gioco o l’apprendimento di una lingua possono essere sensati al fine dell’integrazione sociale. Lo stesso vale per attività del tempo libero. Queste spese sono rimborsabili.

Diritto di visita
Sono riconosciute le spese di viaggio così come quelle supplementari per i maggiori costi di vitto e alloggio che si riferiscono all’esercizio del diritto di visita o alla cura d’importanti relazioni familiari.

 

* Per attribuire gli sforzi per l’integrazione a una sola persona, basati sulle vecchie regole che prevedevano che il figlio più giovane avesse compiuto i tre anni, va accordato un periodo di transizione. L’applicazione delle nuove norme per questi casi dovrebbero essere vincolanti non prima del gennaio 2018.