B.3 Spese d’alloggio

Sono computabili i costi dell’alloggio in conformità alle condizioni locali. Sono pure computabili le spese accessorie contrattualmente riconosciute.

Locali d’abitazione
Si auspica che le persone a beneficio di prestazioni d’aiuto sociale vivano in appartamenti con un canone d’affitto favorevole. Di fronte alla diversità locale o regionale degli affitti, si raccomanda di definire dei limiti massimi per le spese dell’alloggio, tenendo conto della dimensione delle economie domestiche di verifiche periodiche. Questi limiti non devono tuttavia influenzare la migrazione di persone economicamente sfavorite. A tal proposito ci si deve riferire a un metodo di calcolo professionale, basato su dati aggiornati applicati nelle offerte immobiliari locali. Si deve tener conto dei costi che si situano all’interno dei limiti predefiniti.

Per principio i bambini non hanno diritto a una stanza singola propria.

Le indicazioni nei cap. B.4 e H.11 sono determinanti a proposito delle particolari situazioni abitative e di vita dei giovani adulti.

Spese accessorie
Nei contratti d’affitto sono riconosciute solo le spese contrattualmente stabilite e pattuite. Per il riscaldamento e l’acqua calda si riconoscono solo i costi riferiti ai consumi effettivi nella misura in cui essi non sono già compresi nelle spese accessorie.

Costi di locazione per le comunità abitative e di interesse
Se non tutte le persone che vivono in comunità abitative e d’interessi sono a beneficio di prestazioni di sostegno, per principio la quota mensile della pigione è suddivisa per il numero di persone che compongono l’economia domestica.

Nelle comunità abitative e d’interessi bisogna tener conto che le esigenze di spazio abitativo sono maggiori rispetto a quelle di una comunità di tipo familiare della medesima dimensione.

Abitazioni in proprietà
Qualora rimanere in un alloggio di proprietà fosse la soluzione più adeguata e vantaggiosa, gli oneri ipotecari sono riconosciuti in sostituzione dei costi di locazione e delle relative spese accessorie. Lo tesso vale per le tasse come per le riparazioni essenziali. Non esiste tuttavia nessun diritto al mantenimento della proprietà locativa. Nel caso di un sostegno prolungato è opportuno valutare se la vendita o il trasloco in un appartamento in affitto non sia più adeguato. In questi casi è anche opportuno chiarire se i costi supplementari per il mantenimento di un’abitazione possano essere coperti da un pegno ipotecario (cfr cap. E.2.2).

Affitti eccessivamente elevati
Affitti eccessivamente elevati sono accettati fintanto che non sia disponibile una soluzione abitativa adeguata e ragionevolmente più economica. Nel caso di disdetta sono da rispettare gli usuali termini contrattuali.

Prima di esigere il trasloco in un appartamento con l’affitto più conveniente, si dovrà esaminare attentamente il caso specifico. Nel decidere si dovrà in particolare tener conto del numero di persone che compongono il nucleo familiare, il loro radicamento nel quartiere, l’età dei beneficiari, e lo stato di salute e il loro grado d’integrazione sociale. Se a giovani adulti con economia domestica propria si chiede il trasloco in un’altra forma abitativa più conveniente, si deve tener conto dei criteri riportati al capitolo B.4.

Disattendere le disposizioni
Se un beneficiario si rifiuta di cercare una nuova abitazione, o di traslocare in un alloggio più conveniente, allora può essergli riconosciuto solo l’importo corrispondente alle spese generate dall’abitazione più economica. Se la riduzione della prestazione gli causa lo sfratto, allora l’ufficio del sostegno sociale sarà tenuto a offrirgli un alloggio d’emergenza temporaneo.

Inizio e fine del contratto locativo
In caso di necessità e quando una dichiarazione non è sufficiente, può essere accordata una prestazione di garanzia (assicurazione, deposito di garanzia, cauzione). Se ciò non si può evitare, quest’importo è considerato alla stregua di una prestazione speciale nell’ambito delle spese per l’alloggio. Gli uffici preposti dovranno provvedere affinché la somma anticipata sia rimborsata.

Quando un assistito cambia comune di domicilio, l’ente di sostegno sociale precedente dovrà verificare se nel nuovo comune l’affitto previsto sarà accettato. Normalmente, in questi casi, oltre all’affitto lo stesso ente garantirà anche l’erogazione delle prestazioni sociali fino a tal momento versate.