A.8.2 Riduzione della prestazione quale sanzione

Nel caso la persona non rispetti le condizioni o violi i suoi obblighi legali, sarà valutata l’opportunità di un’adeguata riduzione delle prestazioni sotto forma di sanzione.

Una riduzione delle prestazioni deve essere fondata nella legislazione cantonale e rispondere al principio di proporzionalità. Essa deve essere stabilita tramite una decisione formale e motivata, e indicare le possibili vie di ricorso (cfr capitolo H.12). La persona interessata deve avere prima la possibilità di esprimersi sui fatti.

Prima di applicare una riduzione della prestazione nella forma di una sanzione, si deve verificare se:

  • il comportamento avuto giustifichi una riduzione;
  • se la persona interessata sapeva quale comportamento ci si attendeva da lei e che non farvi fronte avrebbe comportato una riduzione;
  • se la persona interessata ha delle giustificazioni rilevanti da addurre per il suo comportamento.

Una riduzione delle prestazioni a titolo di sanzione deve essere chiaramente distinta dalla restituzione di prestazioni del sostegno sociale nell’ambito dell’obbligo al rimborso (cfr capitolo E.3). Nel caso si abbia contemporaneamente sia una sanzione sia un obbligo di rimborso, l’ammontare globale non deve superare quello della sanzione.

Estensione della riduzione

A titolo di sanzione, tenuto conto del principio di proporzionalità del fabbisogno di base per il mantenimento, possono essere applicate delle riduzioni che si situano in una fascia che va dal 5% fino al 30% del mantenimento, possono essere inoltre ridotte o soppresse la quota esente (franchigia) sul reddito così come i supplementi per l’integrazione.

Il principio di proporzionalità richiede un procedimento specifico e puntuale. La riduzione della prestazione per il mantenimento deve avere un rapporto adeguato sia con gli aspetti personali, sia materiali e temporali riguardo al comportamento contestato:

  • sono da considerare le ripercussioni sulle persone coinvolte facenti parte della medesima unità di riferimento – in particolare nei confronti di bambini e di adolescenti;
  • L’entità del danno causato dal comportamento è da vagliare nel calcolo della sanzione. La riduzione massima del 30% del fabbisogno per il mantenimento è ammessa solo in casi di ripetuta o grave violazione degli obblighi;
  • Considerando l’entità del comportamento contestato, la riduzione è applicata al massimo per 12 mesi. Le riduzioni che superano il 20% sono da limitare a 6 mesi, poi sono da riesaminare.