A.6 Budget di sostegno e bisogno di sostegno

Il budget di sostegno individuale comprende in ogni caso la copertura dei bisogni materiali di base (capitolo B) e, in molti casi, prestazioni circostanziali (capitolo C.I), supplementi d’integrazione (capitolo C.2) e/o franchigie sul reddito (capitolo E.I.2).

Le seguenti voci sono contemplate nel concetto di «bisogni primari»:

  • Spese per l’alloggio (incluse tutte le spese accessorie)
  • Spese di base per la salute
  • Forfait di mantenimento

Con la garanzia materiale del minimo vitale sono soddisfatti i bisogni fondamentali per condurre una vita dignitosa.

Le prestazioni circostanziali (capitolo C.I), i supplementi d’integrazione (capitolo C.2), nonché le franchigie sul reddito (capitolo E.I.2) contribuiscono – oltre alla garanzia del minimo vitale – a promuovere e a mantenere l’integrazione economica e sociale.

Per sapere se una persona ha diritto alle prestazioni, è indispensabile procedere a un’analisi dettagliata delle entrate e delle uscite mensili. Due nuclei familiari di uguale grandezza, pur avendo anche spese di alloggio e sanitarie identiche, possono avere bisogni più o meno differenti in funzione delle rispettive situazioni.

Di regola, un nucleo familiare ha diritto alle prestazioni quando le sue entrate mensili nette non sono sufficienti a coprire i costi per i bisogni primari secondo il capitolo B delle presenti norme. Per determinare il diritto alle prestazioni, i servizi del sostegno sociale possono accordare una franchigia sul reddito proveniente da un’attività lucrativa, come previsto dal capitolo E.1.2. Per determinare il diritto alle prestazioni, si può considerare anche l’eventuale diritto ad un supplemento di integrazione secondo il capitolo C.2. Sono considerate anche le prestazioni circostanziali, previste al capitolo C.1, qualora si trattasse di spese comprovate, ricorrenti e con importi prevedibili, assolutamente indispensabili nella situazione concreta.

Questo modo di calcolare il fabbisogno del sostegno sociale è applicato a tutte le persone bisognose di un aiuto a lunga scadenza, che vivono in nuclei familiari privati e sono in grado di assumersene i corrispondenti oneri. Rimangono riservati aiuti a corto termine a carattere transitorio (3 mesi al massimo) che lasciano intravvedere la reale possibilità di ristabilire un’indipendenza materiale. In questi casi il minimo esistenziale sociale può situarsi al di sopra o al di sotto dell’usuale.

Il grafico sulla prossima pagina contiene tutte le possibili voci per calcolare il fabbisogno del sostegno sociale – dai costi per la garanzia materiale del minimo vitale (alloggio, salute, mantenimento) passando dalle prestazioni circostanziali arrivando fino alla quota di reddito esente (franchigia sul reddito) e ai supplementi d’integrazione – considerandole globalmente nel contesto per dimensionare le prestazioni d’aiuto in rapporto al minimo esistenziale sociale (cfr capitolo A.3) così come concretamente rapportarle ai capitoli della norma che seguono.